Decaffeinato e shortbread senza lattosio: gusto a prova di intolleranza

decaffeinato e shortbread

Problemi con il caffè? Andate di decaffeinato. Intolleranza al lattosio? Abbiamo l’alternativa.
Pensate che queste disgrazie non possano accadere al contempo a un solo, povero essere umano? E invece! Eccomi qui, ne sono la prova. Sono sopravvissuta, giuro, e senza particolari rinunce.

Venite a vedere cosa vi propongo oggi.

Non vi mentirò: chi soffre di gastrite, il caffè dovrebbe vederlo solo in pubblicità. Meglio se in chicchi, così al massimo viene sopraffatto dalla tentazione di sniffarne il profumo anziché di berlo.

Tuttavia, la pausa caffè e la tappa postprandiale al bar sono momenti di aggregazione sociale ai quali difficilmente riusciamo a sottrarci.
In primis per una volontà di condivisione alla quale spiace non poter dare soddisfazione a causa di problemi di salute… Come dire: oltre al danno, la beffa!

Molti riducono l’impatto della miscela bollente tramite l’utilizzo di un goccino di latte freddo o a temperatura ambiente: e noi intolleranti al lattosio?
Ragazzi, ho la soluzione: un decaffeinato (aspettate un minutino, magari, prima di assumerlo) accompagnato da un paio di biscotti shortbread lactose free.

Perché proprio questa combinazione è presto detto: i biscotti shortbread sono particolarmente ricchi e corposi, ideali per attutire l’effetto di una bevanda calda. Perfetti poi da abbinare a un decaffeinato arabica 100%, così da sottolineare il contrasto con le punte di salato dei dolcetti.

Modalità di decaffeinizzazione

Lo so che ve lo state domandando, lo so: ma non si diceva che il decaffeinato fosse nocivo in quanto ottenuto con trattamento chimico?
Non preoccupatevi, oggi esiste una metodologia per l’eliminazione della caffeina alternativa al diclorometano: la decaffeinizzazione con CO2. A differenza della decaffeinizzazione ad acqua, il metodo con anidride carbonica consente di lasciare intatte le proprietà organolettiche del caffè.

Decaffeinizzazione ad acqua

Il metodo prevede che i chicchi di caffè siano immersi in acqua bollente, estraendo così la caffeina ma al contempo privandoli in parte delle loro peculiari note di sapore.

Decaffeinizzazione con CO2

La metodologia in questione sfrutta le variazioni di stato dell’anidride carbonica: i chicchi verdi inumiditi con vapore acqueo vengono trattati da una macchina estrattrice che immette la CO2 in un particolare stato fisico detto ‘supercritico’.

L’anidride carbonica viene così diffusa come un gas: il biossido di carbonio risultante è un solvente eccellente per la caffeina e i chicchi che ne sono ora privi sono pronti per essere essiccati.

Preparazione dei biscotti shortbread

Se l’enzima Lattasi non è vostro amico ma volete comunque provare la combinazione che vi sto proponendo, basta sostituire il burro della ricetta originale degli shortbread con del burro chiarificato o – per un’alternativa vegan – il burro di cocco.

shortbread senza lattosio e decaffeinato

Ricetta

  • 250 g di farina
  • 50 g di farina di riso
  • 100 g di zucchero
  • cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 250 g di burro chiarificato
  • zucchero granulato

Realizzazione

Dopo aver acceso e settato il forno a 160°C, versate in una ciotola i due tipi di farina, il burro tagliato a cubetti, lo zucchero e la vaniglia.
Impastate fino a formare una pasta compatta e stendetela – avendo cura che non sia troppo alta – in una teglia rettangolare foderata di carta da forno o imburrata e appena infarinata.
Procedete poi a intagliare la pasta con la punta del coltello disegnando dei quadrati e lasciate in forno per circa 15 minuti.

Se tutto è andato bene, una volta fredda la pasta dovrebbe facilmente spezzarsi lungo gli intagli. Ve lo fa, sì? Sono fiduciosa.

Nel frattempo avete provveduto a preparare il caffè? Ricordatevi di farlo raffreddare più che potete, quel limite che solo voi conoscete tra bollente e “è gelato, non lo voglio più”.

Se avete suggerimenti in merito a questa ricetta o all’accostamento proposto, fatemi sapere!
Nel frattempo, enjoy it!

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